Su un cantiere di alloggi collettivi avviato all’inizio del 2024 in Île-de-France, l’ufficio studi ha dovuto ricalcolare l’intero involucro termico per anticipare la direttiva europea sugli edifici a zero emissioni. Questo tipo di revisione in corso d’opera illustra un cambiamento concreto: le tendenze in architettura non sono più legate a scelte estetiche, ma rispondono a vincoli normativi, tecnici e climatici che ridisegnano la professione.
Direttiva EPBD 2024: l’edificio a zero emissioni diventa un obbligo normativo
La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD 2024/1275), entrata in vigore a maggio 2024, stabilisce un calendario preciso. Gli edifici pubblici nuovi dovranno essere a zero emissioni a partire dal 1° gennaio 2028, e tutti gli edifici nuovi a partire dal 1° gennaio 2030. Non si parla più di un’etichetta volontaria, ma di una norma giuridica vincolante a livello dell’Unione europea.
Il testo impone anche un calcolo del potenziale di riscaldamento globale (GWP) su tutto il ciclo di vita dell’edificio. Questo obbligo di divulgazione del carbonio si applicherà progressivamente: prima ai grandi edifici a partire dal 2028, poi a tutte le nuove costruzioni dal 2030. Per architetti e committenti in Francia, ciò significa integrare fin dalla fase di bozza il bilancio carbonico dei materiali, del trasporto, della messa in opera e della de-costruzione.
Concretamente, un progetto di costruzione presentato nel 2026 deve già anticipare questi limiti. Le agenzie che seguono da vicino queste evoluzioni permettono di guadagnare tempo sulla messa in conformità, e si può consultare il sito Bâtir Architecte per seguire l’aggiornamento normativo del settore.

Carbonio su tutto il ciclo di vita: cosa cambia il calcolo GWP per un progetto di costruzione
La maggior parte degli articoli sull’architettura sostenibile si concentra sulla prestazione energetica in fase d’uso (isolamento, riscaldamento, ventilazione). La direttiva EPBD 2024 sposta l’ago della bilancia: il carbonio incorporato nei materiali pesa quanto il consumo di energia. Calcestruzzo, acciaio, alluminio, vetro – ogni componente entra nel calcolo del GWP.
Per gli architetti, questo trasforma il modo di prescrivere. Il legno, la terra cruda, gli isolanti bio-sourced non sono più opzioni “virtuose”, ma leve dirette per rimanere sotto i limiti normativi. Un muro in legno con isolamento in fibra di canapa presenta un bilancio carbonico radicalmente diverso da un muro in blocchi di cemento rivestito di polistirene, anche se entrambi raggiungono la stessa resistenza termica.
Le voci da monitorare in fase di progettazione
- La struttura portante rappresenta spesso la parte più pesante del bilancio carbonico. La scelta tra calcestruzzo armato, legno lamellare o misto acciaio-legno si decide già nella fase di progetto preliminare.
- Le serramenti e le facciate vetrate in alluminio aumentano il GWP. I profili a rottura di ponte termico in legno-alluminio o in PVC riciclato stanno guadagnando terreno nei progetti soggetti a questi calcoli.
- Il trasporto dei materiali rientra nel perimetro. Prescrivere una pietra locale piuttosto che un granito importato non è più un argomento di marketing, ma un parametro di conformità.
I feedback variano ancora sulla affidabilità delle banche dati sul carbonio disponibili in Francia (INIES in particolare), ma la direzione è chiara: ogni decisione progettuale avrà un impatto misurabile e verificabile.
Intelligenza artificiale in agenzia di architettura: adozione reale e limiti sul campo
Secondo il rapporto RIBA 2026, quasi tre quarti delle agenzie di architettura intervistate utilizzano ormai l’IA nella loro pratica. L’adozione è stata rapida, ma gli usi rimangono concentrati su alcune attività: generazione di immagini in fase di concorso, assistenza alla redazione di documenti tecnici e ottimizzazione parametrica dei piani.
L’IA non sostituisce il lavoro di progettazione architettonica, accelera alcune iterazioni. Un architetto che utilizza uno strumento di design generativo può testare diverse centinaia di configurazioni di piano in poche ore, dove il disegno manuale ne produceva una decina. È un guadagno di produttività nell’esplorazione, non nella decisione.
Cosa cambia concretamente l’IA in agenzia
Sul campo, si osserva che le piccole agenzie traggono un beneficio proporzionalmente maggiore da questi strumenti. Una struttura di due o tre architetti può ora produrre visualizzazioni di qualità concorso senza subappaltare a un prospettivista. Il costo di ingresso rimane modesto: la maggior parte degli strumenti funziona con abbonamento mensile.
I limiti sono netti. La generazione automatica di piani non tiene conto delle normative locali (PLU, regole di accessibilità, norme antincendio). Ogni uscita deve essere verificata, corretta, adattata. Le agenzie che confondono velocità di produzione e qualità di progettazione corrono un rischio reale sulla conformità dei loro progetti.

Ristrutturazione del patrimonio esistente: il cantiere massiccio che la nuova costruzione non risolverà
La direttiva EPBD non riguarda solo il nuovo. Stabilisce anche traiettorie di ristrutturazione energetica per il patrimonio esistente, con l’obiettivo di eliminare progressivamente gli edifici più energivori dal mercato. In Francia, dove una parte massiccia del patrimonio residenziale risale a prima delle prime normative termiche, la ristrutturazione diventa il primo mercato per gli architetti.
Ristrutturare un edificio haussmanniano o una casa degli anni ’60 presenta vincoli che il nuovo ignora. L’isolamento dall’esterno si scontra con le regole degli Architetti dei Beni di Francia in area protetta. L’isolamento dall’interno riduce la superficie abitabile. La sostituzione dei serramenti deve fare i conti con tavole di finestre irregolari.
Le soluzioni ibride si sviluppano: isolamento interno sottile abbinato a una ventilazione a doppio flusso, sostituzione mirata dei vetri senza rimozione della struttura, aggiunta di pannelli solari sul tetto con integrazione architettonica. Ogni progetto di ristrutturazione diventa un esercizio su misura, lontano dalle soluzioni catalogo.
Il settore delle costruzioni in Francia si riconfigura attorno a queste realtà. Le agenzie che combinano competenza nel design, padronanza del bilancio carbonico e conoscenza approfondita delle restrizioni di ristrutturazione sono quelle che catturano i progetti più complessi. L’architettura nel 2024 non si riassume a tendenze visive: si gioca nei calcoli, nelle scelte dei materiali e nella capacità di consegnare edifici conformi a norme che non esistevano due anni fa.



